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I soldatini di Ventura

Dopo il doppio turno (2a e 3a giornata), comincia a delinearsi una gerarchia abbastanza prevedibile nei gruppi europei di qualificazione ai mondiali 2018 in Russia. Solo quattro squadre viaggiano a punteggio pieno: Germania, Svizzera, Belgio e Grecia (tra l’altro, le ultime due giocano nello stesso girone). Tra le presunte favorite sembrano francamente inattaccabili i campioni in carica della Germania, mentre Francia e Spagna per il momento si trovano a condividere la vetta con scomodi inquilini come Svezia e Italia. Pur deludendo non poco – ma non è più una novità – l’Inghilterra (salvata da Hart in Slovenia) benedice comunque la manina santa che le ha regalato un girone a dir poco confortevole. In ritardo i campioni europei del Portogallo, che inseguono la Svizzera, e la rinnovata Olanda, battuta a domicilio dai francesi. Non fa più sensazione la posizione di vertice dell’Islanda a fianco della Croazia, anche se per i vichinghi sarà piuttosto arduo ripetere le gesta epiche degli ultimi europei.

Nel gruppo G, Spagna e Italia prendono il comando della classifica a quota 7, in virtù di un pareggio e una vittoria, pur mettendo in evidenza prospettive per ora diverse in chiave futura. Seguono staccate di un solo punto Israele e Albania, che tuttavia non sembrano in grado di reggere a lungo il ritmo della coppia in vetta. Già fuori dai giochi Macedonia e Liechtenstein, entrambe ancora a secco di punti.

Termina con una rete per parte il big match di Torino tra italiani e spagnoli. Per oltre un’ora gli azzurri osservano ipnotizzati la nuova versione del sempre ossessivo tiki-taka degli iberici, che produce il solito possesso palla bulgaro e una serie infinita di corner. Ma le occasioni da gol si riducono a zero (o poco più), complice anche la quasi totale assenza di tiri in porta e la ricerca maniacale della rete perfetta. In difesa l’Italia è in perenne affanno mentre in attacco, quando non fa scena muta, balbetta. A risollevare il morale degli spettatori, visibilmente provati da uno spettacolo soporifero (illuminato solo da qualche lampo del sempiterno Iniesta), ci pensa l’istrionico Bonucci con alcune scene madri che si traducono in cartellini gialli agli avversari.buffon

Pochi minuti dopo il riposo Buffon si esibisce in un orrendo liscio fantozziano di piede, regalando la rete del vantaggio spagnolo a Vitolo, che poi divora subito il comodo raddoppio. Stranamente però il grazioso omaggio manda in confusione i palleggiatori iberici, che perdono la calma olimpica sulla reazione di puro orgoglio ma caotica degli azzurri. A una decina di minuti dal termine arriva addirittura il pareggio, favorito da un carpiato in area di Eder, che guadagna un rigore forse discutibile trasformato da De Rossi.

Da notare che nel turno successivo gli spagnoli vanno a espugnare la tana dell’Albania sempre grazie a una papera di piede del portiere avversario, la nuova infallibile arma segreta degli iberici. A loro volta gli azzurri escono col bottino pieno da Skopje, beffando in pieno recupero una coraggiosa e sfortunata Macedonia, capace di ribaltare il risultato a metà ripresa ma poi impotente di fronte al veemente finale degli avversari.

Quella che in avvio sembra una vittoria scritta per gli azzurri, col passare dei minuti si trasforma in un incubo. Nella ripresa due grossolani errori difensivi consentono ai padroni di casa di ribaltare il vantaggio iniziale di Belotti e stavolta Buffon (salvato dalla traversa nel primo tempo) veste i panni dell’eroe evitando la catastrofe. In vista del traguardo i macedoni boccheggiano e si spengono mentre una provvidenziale doppietta di Ciro Immobile riporta a galla un’Italia affatto irresistibile.

Se la classifica degli azzurri è per ora soddisfacente, altrettanto non si può dire del gioco espresso nei tre incontri disputati finora. Per quello che si è visto in campo, il doppio turno per l’Italia avrebbe potuto concludersi tranquillamente con un bottino magrissimo e invece sono arrivati quattro punti ed è tutto grasso che cola. Di primo acchito sembra che il serafico Ventura abbia ereditato almeno una fettina del deretano che raramente è mancato ai suoi predecessori. Tuttavia è innegabile che, soprattutto in difesa ma anche a centrocampo, alcuni dei suoi pupilli sembrano soldatini di piombo. Anche se la qualificazione ai mondiali non sembra in discussione, data la formula che concede lo spareggio alle seconde in classifica, forse già al prossimo turno sarebbe opportuno rivedere qualche scelta non proprio felice ereditata (anche quella!) dal recente passato.

Gino Delvecchio, ottobre 2016 – © Mozzafiato

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