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QUANDO IL RUGBY SI FA DONNA

Forse perfino i più sfegatati tifosi e appassionati di rugby sono ignari del fatto che questo sport da bestie giocato da gentiluomini (etichetta ormai trita e ritrita del rugby) è anche giocato da… gentildonne. Ebbene sì!
Una sparuta minoranza dell’ex gentilsesso del XX secolo, sempre più sesso forte del XXI secolo, ha deciso di indossare le scarpe coi tacchetti, il paradenti e il caschetto e di piantare i piedi nell’erba, annaspando nel fango fra botte e placcaggi.
In Italia, a livello amatoriale, questo sport è in ascesa. Può sembrare strano, ma fino a poco tempo fa non esisteva neppure una squadra di rugby femminile a Milano. Si è dovuto attendere l’avvento delle Lady Lovers, una squadra di pioniere milanesi che si allenano fra Affori e Sesto San Giovanni. Ecco, magari nella fantasia particolarmente fervida di qualcuno, sono donne maori con gli occhi iniettati di sangue che cercano di terrorizzare l’avversario con la Haka. Ecco no. Non proprio, quanto meno. Si tratta di alcune instancabili quarantenni bramose di scoprire quale fosse il proprio limite e, una volta scoperto, tentare di superarlo. Sono donne comuni, come tante, che nel corso degli anni si sono caricate sulle spalle fardelli non indifferenti, quali possono essere mariti e/o figli, senza scordare l’inevitabile lavoro che, volenti e nolenti, devono tenersi stretto. L’essersi letteralmente messe in gioco, dribblando pilates e corsi di zumba, rende le Lady Lovers una sorta di sonda spaziale nella galassia dello sport, esplorando una nuova frontiera di emancipazione femminile, rinunciando per qualche serata al comodo e morbido divano che le accoglieva a braccia aperte a fine giornata.rugby-10
Sacca in mano, determinazione e tanta voglia di avere una valvola di sfogo non convenzionale, per evadere per qualche ora da lavoro e doveri famigliari.
Queste sono le Lady. Questa è l’emancipazione sportiva. Certo, questa scelta comporta inevitabilmente dei sacrifici, che queste donne guerriere sono disposte a fare. Hanno scelto la via del rugby per potersi esprimere, e già soltanto per questo meritano stima, sostegno e rispetto. Organizzano o si infiltrano in piccoli eventi per farsi pubblicità e cercare un sostegno economico, che sia uno sponsor che paghi le magliette o che copra i costi del campo di allenamento. E se non ci arrivano, aprono il loro portafoglio, che non è neanche lontanamente paragonabile a quello di Rockefeller, e di tasca loro mettono tutto il necessario per potersi permettere di coltivare la loro passione.
Che faccia caldo, freddo o tiepido, si ritrovano e si allenano, per apprendere e mettere in pratica i rudimenti di questo antico sport, e poco importa se a casa mariti e figli dovranno imparare a “disciularsi”, sopravvivendo senza la presenza costante di mamma che risolve i problemi.
Negli ultimi mesi hanno partecipato a due tornei femminili, uno a Cernusco e uno a Novara. Senza badare al bel gioco e al risultato: ciò che conta è imparare a conoscere questo mondo e diffondere la loro passione.
Le Lady Lovers rappresentano un sano esempio che andrebbe sostenuto e imitato da parte di tutte quelle donne che hanno ancora voglia di mettersi in gioco e di superare i propri limiti.
Ciò che conta non è la meta, ma l’imparare ad arrivarci. Passo dopo passo.

Sonny Delvecchio, settembre 2016 – © Mozzafiato

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