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The Golden Arrow

A un certo punto la maggior parte dei telespettatori col fuso orario europeo avrà preferito andare a nanna e godersi le carezze di Morfeo, ma per i nottambuli amanti della velocità su due gambe le ore 3.20 non hanno rappresentato uno sforzo sovrumano, vista la tensione e l’emozione. Manco ci fossero stati loro a Rio.
Era l’appuntamento più atteso, quello con la Storia. Usain Bolt, l’Uomo più veloce del pianeta. Mister 9.58″. Eccolo.

Ingresso trionfale nello stadio del Botafogo, teatro della finale dei 100 metri. Nemmeno Gesù ritornato sulla Terra l’avrebbe battuto alla prova dell’applausometro. Perché Lui avrà anche camminato sulle acque, ma di certo non in 9.58″.

Teso, ma senza darlo a vedere nemmeno a se stesso, al contrario del rivale diretto, lo statunitense Justin Gatlin, coi nervi a fior di pelle e certamente irritato dalla doppia incivile bordata di fischi ricevuta dal pubblico.

Ed ecco. Tutti sui blocchi. Bolt chiede silenzio al pubblico. Traguardo fisso negli occhi e nella mente. Il mondo si ferma e trattiene il fiato. Poi il colpo di pistola. Partiti!

Bolt non esce perfettamente dai blocchi – come spesso gli accade – ma col passare dei metri la sua andatura “pian piano” lo porta al comando, superando anche il “rigido” Gatlin a poco più di 20 metri dall’arrivo. Ai 5 metri finali il dito indice di Usain è già rivolto verso il pubblico, come a dire “Eccovi servito lo spettacolo. Pensavate che avrei mancato l’appuntamento con la gloria? Vi siete sbagliati”.

Qualche inguaribile romantico, o più semplicemente utopico, tipo il sottoscritto, cullava addirittura il folle sogno che il fenomeno salutasse il pubblico di quella che sarà la sua terza e ultima Olimpiade scendendo sotto i 9.58″. Purtroppo ha fissato il cronometro “solo” a 9.80″, staccando l’argentato Gatlin a 9.89″ e il bronzeo canadese Andre De Grasse a 9.91″.
E, a gara immediatamente conclusa, è andato a prendersi gli applausi dello stadio, come una rockstar.

Tre ori nei 100 m in tre olimpiadi e un record del mondo. E questo solo per quel che riguarda i 100… Ad ogni modo mancano ancora i 200 e la staffetta, dove Bolt potrebbe regalare altre gioie al suo pubblico.

Perciò rimettetevi comodi: lo show non è ancora finito.

Sonny Delvecchio, agosto 2016 – ©  Mozzafiato 

Ufficio Stampa