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Quando la sinistra ha paura del nero.

In Italia ci sono due realtà opposte; quella magnifica di Lampedusa, della Guardia Costiera,  degli uomini dello Stato ed i tanti volontari che tutti i giorni lavorano senza sosta per aiutare chi scappa dal proprio paese e viene lasciato in balia delle onde del mare, e poi c’è quella dei paesi lungo tutto lo stivale in cui migranti con lo status di profughi vengono accolti.

Oddio, accogliere non è proprio la parola giusta perché nell’accogliere qualcuno di diverso in casa propria c’è sempre della diffidenza e del malcontento.prodi

Rovinano il turismo e l’economia locale, dicono in quel di Capalbio.

E Capalbio è proprio forse l’esempio più eclatante poiché dai tempi della Prima repubblica fortino di una sinistra liberale che ha sempre predicato bene, ma ahimé talvolta razzola male.

Certo le modalità di accoglienza ed integrazione in Italia sono alquanto buffe.

Nel paese in montagna da me, meno di 2.000 anime ci sono sei di questi profughi. Girano tutto il giorno a zonzo per il paese, spesati di vitto ed alloggio senza nulla da fare.

Magari programmare delle lezioni di apprendimento dell’italiano o inserirli in piccole attività di volontariato non sarebbe male e forse anche quelli di sinistra avrebbero un po’ meno paura del nero.

 

Edoardo Colzani, maggio 2016  – © Mozzafiato

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