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“Non desiderare la donna d’altri”‏

Inizi a gravitare nell’orbita di una ragazza; sei così attratto da essere sempre più prossimo a lei, che quindi se ne accorge.
Quando stai per approcciarla ne sbuca però improvvisamente dal nulla lì vicino un’altra che ti piace di più o è più comoda da conoscere e dunque, da buon economista (massimizzare il ricavo e/o minimizzare il costo), cambi l’obiettivo; come un cacciatore sceglierebbe sempre la preda migliore o più facile..
Quanto la prima resta e ti guarda delusa! Avrebbe ben voluto esser lei a dare il Due! Era già concepito e cresciuto dentro..era pronto per uscire alla luce, con parole o espressioni, gesti o posture.
Se poi l’altra ti rifiuta, assume la connotazione del DUE RIMPIANTO: non v’è donna più delusa di quella privata del gusto di aver respinto un uomo…in cosa consista poi tutto questo piacere nel perdere occasioni, specialmente se gradevoli, è uno dei-tanti!-misteri femminili.
Se per caso invece l’altra ti accetta, ecco che si qualifica all’opposto come un DUE RINNEGATO: or vorrebbe non aver mai pensato ad un Due ma ad un risulto; di più, vorrebbe ora sottrarti a lei. Non v’è miglior modo di risultare ad una donna che presentarsi/stare con un’altra; più bella (scatta la sadica sfida) o più brutta (scatta la pretesa priorità) che sia.
È il più incomprensibile dei misteri, e tutto femminile. Immaginate se l’uomo (non malsano) volesse le donne che sono in compagnia di altri uomini; e giusto in quel momento lì. Sono-soprattutto in tal frangente-proprio quelle da non considerare neppure, non solo perché si tratta di situazioni con esito nullo o pure dannoso, ma per correttezza.
“Non desiderare la donna d’altri” fu scritto a monito di salvezza! Già, fu scritto solo per l’uomo; forse perché fin da allora ci si rassegnò alla-maggiore-diabolicità della donna.

Il Conte, luglio 2016 – © Mozzafiato

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