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QUANDO IL SAPONE SERVE A POCO

Marsiglia e la sua anima rude e caotica è forse una delle città più multietnica e dai contorni più oscuri della geografia mondiale, grazie soprattutto alla sua secolare vocazione marinara.

Ma la nomea non implica obbligatoriamente che debba essere messa in quarantena.

Da buona città di portuale, in occasione degli Europei 2016, ha fatto convergere nel suo ventre migliaia di tifosi che avrebbero dovuto assistere al match Inghilterra-Russia, una convergenza che perfino il più cialtrone degli astrologi avrebbe definito di “nefasti presagi”. E infatti così è stato: Marsiglia è stata teatro di violenti e inauditi scontri fra le tifoserie inglesi e russe, degenerate ulteriormente in una sorta di coalizione istintiva contro le forze dell’ordine francesi, scaraventando la città nel caos più totale.

marsiglia-735x400Le analisi delle vicende capeggiano in tv, in radio, nel web e chiunque di noi abbia avuto modo di sentire anche solo per sbaglio la narrazione del bollettino di guerra forse si sarà posto la domanda più scontata: ma per Euro 2016 non erano state previste ingenti misure di sicurezza per contrastare qualunque genere di pericolo? Oppure tutte le attenzioni e le misure preventive erano state adottate solo in funzione di ipotetici attentati dell’Isis e di qualche altra cellula fondamentalista?

È risaputo che le teste di cazzo non abbiano razza o religione, soprattutto quando c’è il calcio di mezzo, eppure sembra che sia completamente sfuggito il fatto che i famigerati hooligans si sarebbero mobilitati per seguire la loro amata Inghilterra. Queste premi nobel per la devastazione, che hanno imperversato per anni in Europa senza che nessuno riuscisse ad arginarli, sono come vulcani dormienti: pronti ad esplodere senza alcun preavviso. Ma c’è da chiedersi se per una manifestazione imponente come gli Europei le autorità francesi potessero permettersi di prendere sottogamba l’arrivo di questi criminali travestiti da tifosi.Marsi 3

L’unica certezza, ormai banale, è che lo sport per l’ennesima volta è stato sconfitto da una masnada di specialisti del caos, dinnanzi ai quali non esiste altra soluzione se non misure sempre più restrittive che possano solo limitare i danni come ad esempio impedire la vendita di alcolici nel raggio di un imprecisato raggio di chilometri nelle ore che precedono i match più a rischio.

L’altra certezza è che questi episodi hanno macchiato indelebilmente Marsiglia, una macchia che neppure quantitativi industriali del rinomato sapone riusciranno mai a detergere totalmente.

Sonny Delvecchio, giugno 2016 – © Mozzafiato

 

Ufficio Stampa