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La Potenza della Voce Nera

La Via del Successo-Dreamsister’s

Sono rare le volte in cui si riesce a sentire davvero la “pelle d’oca” durante uno spettacolo teatrale. Ma, senza ombra di dubbio, è quello che hanno sentito gli spettatori martedì 19 aprile 2016 alla prima de: “La Via del Successo – Dreamsister’s al prestigioso teatro Manzoni di Milano.04_250X250_Banner
Uno spettacolo in perfetto stile Broadway, il primo in Italia che rispecchi la definizione di “musical”, nato negli Stati Uniti tra l’800 e il 900. Ad interpretarlo è il gruppo delle Dreamsister’s: tre amiche che sognano di realizzare uno spettacolo musicale: Amii Stewart (nel ruolo di Karen), Lucy Campeti (nel ruolo di Mary) e Francesca Haicha Touré (nel ruolo di Frenchie).
La trama si riallaccia alla storia delle “Supremes e Diana Ross” uno dei primi  gruppi femminili afroamericani che hanno contribuito a togliere quella barriera che impediva ai cantanti “neri” di arrivare allo stesso successo dei “bianchi”.
Lo spettacolo, come ci descrive l’autrice di questo musical Tiziana D’Anella, tocca i punti fondamentali della carriera delle Supremes: gli esordi, l’ingresso alla Motown Records (la casa discografica che le aiutò ad arrivare in vetta alle classifiche mondiali con ben 12 singoli), e il successo planetario che le ha portate ad esibirsi anche per i reali d’Inghilterra al Royal Command Show (spettacolo di beneficienza).
Come la stessa Amii Stewart racconta, la trama parla di quello che accadeva dal 1962 al 1967 nel mondo della musica, di certo un buon momento per la musica americana, ma non per gli afroamericani. «Le classifiche in quei anni appartenevano soltanto agli artisti bianchi e grazie a questi artisti, questi pionieri, come appunto le Supremes, i Temptations, The Four Tops, si è spianata la strada ad artisti come me, che sono arrivata negli anni 70». Dunque una velata denuncia contro il razzismo e un omaggio al Soul a 360˚, un musical impregnato di canzoni (26 brani), da James Brown a Tina Turner ad Aretha Franklin. Oltre alle potentissime voci “nere” delle tre protagoniste, ad emozionare il pubblico c’era anche il rinomatissimo showman Will Weldon Roberson che ha saputo catturare l’attenzione degli spettatori grazie alla sua presenza scenica: cantando e ballando, sia sul palco che in mezzo al pubblico, con il suo smoking bianco come un artista di altri tempi.
 A rifinire ed arricchire una scenografia già fuori da ogni aspettativa, con la competente regia di Enzo Sanny, la grande orchestra dal vivo e gli sfavillanti costumi con paillettes nei toni argento e oro.
Tra insegne di Ray Charles, Elvis Presley, James Brown, suoni di Sax, passi Tip Tap, tra le note di Rescue Me e It’s a Man’s World, il pubblico si alza nella scena finale a cantare e ballare insieme a tutti gli artisti e una pioggia di lustrini dorati ricopre questa grande festa.
Così, senza saluti ufficiali, si abbassa definitivamente il sipario, lasciando allo spettatore l’idea che lo spettacolo non sia finito, ma che continui ancora.

Marianne Perez Lopez, aprile 2016 – © Mozzafiato

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