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Bere bene, Bere Etico, Bere giusto

Verona si inchina all’imperatrice Vinitaly per festeggiare insieme a oltre 4000 espositori i 50 anni dell’evento che incorona il bere bene.

Gli oltre 150.000 visitatori che ogni anno affollano l’area espositiva di Veronafiere appartengono a un gruppo eterogeno composto da giornalisti, esportatori, produttori, appassionati ma anche da semplici curiosi, affascinati dall’incredibile mondo del vino. Il mondo del vino, che ogni giorno ci rende orgogliosi di essere italiani, un eccezionale biglietto da visita che racchiude in sé una storia fatta di passione, tradizione e di un invidiabile terroir.

Quest’anno al Vinitaly c’era qualcosa di più. La Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) ha voluto dare spazio durante un evento dal titolo “I vini solidali” a una serie di buone pratiche che rendono questo mondo ancora più speciale.

L’agricoltura Sociale è un fenomeno in grande aumento su tutto il territorio nazionale. Da poco le buone pratiche che rientrano nel vasto mondo dell’Agricoltura Sociale possono vantare anche di una legge propria (legge 18 Agosto 2015 n.141).

All’interno di questo grande universo fatto di produzioni etiche, sociali e sostenibili il mondo del vino trova il suo spazio, creando prodotti che raccolgono in se non solo l’eccellenza del vino italiano, ma anche, e soprattutto storie. Storie di vita, di riscatto sociale, di integrazione e inclusione, storie che rendono il contenuto della bottiglia ancora più eccezionale.La Costa

Un caso tra tanti quello della Fattoria sociale La Costa, splendida realtà tra i rilievi collinari della Pedemontana Veneta, vitigni coltivati con metodo biologico, integrato con tecniche di biodinamica. Il prodotto ottenuto è unico, non solo dentro la bottiglia, anche fuori: ogni etichetta è disegnata a mano dai ragazzi che lavorano e collaborano al progetto della Fattoria. Ragazzi diversamente abili, che lavorano la terra, che trovano nel contatto con la natura, che non discrimina, il loro riscatto.

Fattoria Costa è una delle tante esperienze italiane che dovrebbero essere raccontate. Che ci rende ancora più orgogliosi del nostro made in Italy.

 

Benedetta Merlo, aprile 2016 – © Mozzafiato

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