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La Galassia Whirlpool

Non so se avete notato che stiamo procedendo progressivamente allontanandoci dal Sole. Questo sarebbe dovuto essere un articolo su Nettuno, ne sarebbe poi dovuto arrivare un altro su Plutone, e così via inoltrandoci nella nostra Galassia e andando poi oltre. 
 
Tuttavia il gentile Baldassarre mi ha chiesto di parlare di una galassia e allora rompo l’ordine prefissato, lasciando a successivi articoli (nei quali parleremo delle fantastiche foto della New Horizons e del recente pianeta scoperto nel nostro Sistema Solare, dieci volte più grande della nostra Terra) la ripresa abituale.
 
Parliamo quindi di galassie: ho scelto questa magnifica galassia, classificata da Messier come il 51-esimo oggetto del suo elenco, la prima galassia a spirale mai osservata, che nel 1845 venne disegnata accuratamente dal Conte di Rosse.
A occhio nudo non possiamo vederla, ma è sufficiente un binocolo a 25 ingrandimenti, per bearsi della sua vista. 
 
Bisogna puntare il binocolo nella costellazione detta dei Cani da Caccia, Canes Venatici, ed essa appare in tutto il suo splendore  Una perfetta forma a spirale che si avvolge in senso antiorario, i bracci delle sue spirali sono ben dettagliati e distinti e si allargano sempre più in periferia. Segno che qualcosa sta interagendo con essa e ne attrae gravitazionalmente le estremità. Infatti a destra si vede chiaramente un’altra galassia, un pochino più piccola, che ha già catturato un braccio, mischiando con esso gas e polveri e formando una batteria di nuove stelle e sistemi planetari. Del resto, è talmente forte la forza che provoca l’arrotolamento della galassia stessa, che le sue stesse polveri e i suoi gas vengono compressi nel moto e costretti a condensarsi e generare intere zone di produzione di stelle: sono tutte quelle macchie colorate rossastre, cluster di stelle in formazione.123-3-M51stelle
 
La forza che provoca l’avvolgimento ha origine al centro della spirale. Lì, nascosto in tutto quel biancore, sta in agguato un gigantesco buco nero, una singolarità gravitazionale che ingoia molta materia, molto gas e polveri e intere stelle: è un nucleo molto attivo e classificato appunto come nucleo di Seyfert .
 
Questa galassia si trova ad una distanza da noi di circa 293 miliardi di miliardi di chilometri, appunto una distanza fantastica, espressa da un numero astronomico di chilometri, che se esprimiamo in anniluce rimane sempre di tutto rispetto. In anniluce quella distanza è tale che la luce ci impiega circa trentun milioni di anni per raggiungerci. Recentemente la stima è stata migliorata portandocela un po’ più vicina, a circa ventisei milioni di anniluce, che è sempre considerevole.
 
Di solito, nella divulgazione frettolosa, si aggiunge: quindi noi la vediamo come era ventisei milioni di anni fa.
Questa affermazione rende l’idea, ma non è precisa. Essa sarebbe vera se non fosse vero il paradigma relativistico scoperto da Einstein. Invece le idee rivoluzionarie sullo spazio e sul tempo introdotte da Einstein permettono di precisare.
La Relatività di Einstein fa capire due cose fondamentali: che lo spaziotempo è curvo, che l’Universo è instabile, in particolare, come osservò Hubble, in espansione. La legge, che si ricava dalla Relatività, che Hubble scoprì, ha una forma estremamente semplice: l’Universo è in espansione: di conseguenza oggetti distanti si allontanano da noi con una certa velocità, oggetti più distanti si allontanano con velocità maggiore dei precedenti considerati. In realtà, anche qui bisogna fare una precisazione.
Noi, per capire le cose, le dobbiamo vedere, ovvero appoggiarci su prove concrete, quindi parliamo di oggetti, ma la Relatività ci spiega che non sono gli oggetti a possedere questa velocità di allontanamento o di recessione, bensì l’intera zona di spaziotempo in cui essi sono immersi. Per questo, la Galassia Whirlpool o Mulinello o anche M51, o anche NGC5194 (sono i vari modi in cui viene denominata), possiede, anzi, dovremmo dire la zona di spaziotempo attorno alla Galassia Whirlpool, possiede una velocità di allontanamento da noi di circa 463 km/s. Ecco che allora, ricostruendo le cose dinamicamente, succede che la luce sua che ci raggiunge non è esattamente quella di 26 milioni di anni fa, ma di un tempo leggermente più recente, cioè la luce deve percorrere più spazio e quindi impiega più tempo. Inoltre c’è un fatto che rende più complicate le cose.
Un tempo comune tra la nostra zona di spaziotempo e la zona dove si trova la Galassia Whirlpool non esiste: le due zone hanno il loro tempo proprio con ritmi diversi tra loro e non c’è alcuna possibilità di raccordarli.

Orleo Marinaro, gennaio 2016 – © Mozzafiato (Riproduzione riservata)

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