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“Chiamatemi Francesco”

E’ il Papa che non si conosce : Daniele Lucchetti costruisce un ritratto inedito di Papa Francesco, soffermandosi sugli anni della sua vita in Argentina attraverso un flash-back incorniciato dalle riflessioni di un perplesso Cardinal Bergoglio alla vigilia del Conclave.Chiamatemi_Francesco 36

Lo pediniamo, dapprima ragazzo corteggiato e  al  lavoro in un laboratorio chimico, poi Sacerdote e quindi Vescovo, attraverso gli anni della dittatura dal 1976 al 1983 : un racconto teso, punteggiato  da momenti altamente drammatici , in cui emerge più la dirittura morale che la dimensione strettamente  religiosa,  entrambe comunque riconoscibili e ben significate attraverso la concretezza delle azioni e la limpidezza delle parole.

Molto curata la rappresentazione del periodo e la scelta del casting: le facce sono tutte “giuste” e la somiglianza dell’attore Rodrigo De La Serna con il giovane Bergoglio è particolarmente azzeccata.

Un po’ meno felice  dal punto di vista somatico è la scelta dell’interprete che incarna il Papa uscito da un Conclave, la cui rappresentazione diluisce forse un po’ troppo l’efficace  asciuttezza di gran parte del film.

E’ il prezzo da pagare, se si considera  il pubblico e le occasioni  a cui il film è destinato e che prelude all’emozione che colpisce anche lo spettatore più laico, quando ascolta lo straordinario, nel senso letterale del termine, saluto con cui Papa Francesco si è presentato al mondo intero : “Fratelli e sorelle, buona sera”.

Marco Massara, gennaio 2016 – © Mozzafiato (Riproduzione riservata)

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