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CENONE-PRANZO DI NATALE 2015: DIAMOCI UN COLPO DI BRIO!

Carissimi lettori di Mozzafiato,

non sono sparita…solo molto presa dal mio bellissimo lavoro che mi assorbe h 24 qui a Londra!. 

Ma eccomi a Voi.. ci risiamo….A Natale manca solo qualche giorno. 

Ed ecco che come nelle migliori tradizioni  “fioccano” a destra e a manca i consigli di chef ed esperti del settore su cosa cucinare riuscendo alla fine a fare la propria bella figura. 

menu-vigilia-di-natale1Mi sono chiesta allora: se le portate sono fondamentali per la soddisfazione degli invitati al cenone o al pranzo natalizio, altrettanto dico io dovrebbero esserlo le bevande! E’ vero: sono di parte, forse giusto un “pochino” …ma come spesso succede in questa materia spesso regna l’approssimazione. Ecco che allora nel mio piccolo mi piacerebbe stupirvi con qualche piccolo consiglio che spero mettiate sotto l’albero…ma stavolta senza bollicine!

Qualche dritta sugli abbinamenti? tac…Presto fatto. 

Volendo restare sul generico a tavola nelle regioni del Nord Italia accanto ai classicissimi tortellini in brodo ci vorrebbe un vino bianco fermo e morbido come il Lugana (Selva Capuzza) oppure una Bonarda vivace come quella di Monsupello...la “Vaiolet”.

Se vogliamo puntare su piatti a base di carne o cacciagione la scelta è molto ampia: potete  spaziare tranquillamente tra i vari e conosciutissimi Nebbiolo  (Mauro Veglio), Barbera (Renato Ratti), Chianti (Barone Ricasoli), Nero D’Avola (Tasca d’Almerita) per citarne alcuni.NebbioloAngelo06

…Insomma dalla suggestiva regione Piemonte alla fantastica Sicilia, da Nord a Sud, l’importante è che si tratti di rossi giovani e a gradazione media, per intenderci fino ai 13 gradi di titolo alcolometrico. 

Se invece ci vogliamo spostare sui menu di pesce, preferiti nelle regioni meridionali, il mio advice è di puntare su un classico come il Vermentino a scelta (Sardegna o Toscana), oppure su una Falanghina campana – se vi capita di trovare la chicca sul mercato di Moio..beh non ve la fate scappare, su un Roero Arneis piemontese magari come quello di Michele Chiarlo annata 2013, ed ancora su un Verdicchio dei Castelli di Jesi come quello della casa vinicola Sartarelli, o se volete puntare sul Veneto direi di sicuro su un ottimo Soave proprio come quello di Pieropan, vignaioli dal 1880: un vino generoso e piacevole per la sua freschezza e versatilita’.  

In generis a  tavola qualsiasi “portata” a base di pesce viene accompagnata da vino bianco. Che sia questo frizzante, fermo, fruttato o aromatico non importa: basta che si valorizzi la leggerezza del sapore nella pietanza stessa. Ma non sempre è così… Ed ecco che si alza il mio di sipario: provate a portare a tavola un vino rosso, invece…che potrebbe diventare l’addobbo natalizio mancante della vostra cena esemplare a base di pesce, e i vostri ospiti rimarranno cosi a bacca aperta. Il segreto? Il vino rosso quando è poco alcolico, poco tannico, cioè poco “ruvido e poco allappante” al palato riesce infatti ad armonizzare il fresco sapore del pesce.

rosso-conero-2013_620Un must da provare? Rana pescatrice al vino rosso di Conero della “Fattoria Le Terrazze” 2013.

Diverso di sicuro è l’accostamento con crostacei e molluschi, con cui è fondamentale degustare dei vini bianchi aromatici e decisi, come il Kerner di Abbazia Novacella 2013: non vi deluderà garantito.

Fame?o meglio sete?

Bene, allora ci siamo. Non mi resta che augurarvi CIN CIN…salute! e Buone Feste!

la vs Adriana.

Adriana Valentini, dicembre 2015 – © Mozzafiato (Riproduzione riservata)

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