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Due variegati

DUE TOPOGRAFICO: veramente un classico dell’abbordatore metropolitano di straniere. Necessita solo di una turista, meglio se sola, con in mano una cartina e possibilmente con l’aria un po’ persa…vera manna dal cielo per i pezzatori urbani!

Per iniziare sciolto non hai che da scegliere, fra gli approcci banali (un “may I help you?” o un “did you get lost?” per esempio), quelli spiritosi “yes,we are just in…”), o quelli decisamente più elaborati e di solito più efficaci in quanto più neutri (si chiede di poter cercare una via-ovviamente limitrofa-non conosciuta, o ci si finge omologhi, cioè turisti un po’ persi).

Anche per finire subito lei non ha che da scegliere: bastano un “no thanks” se è gentile, o un “I can find my way myself” se più scorbutica; o una non risposta, se-come probabile,visto che è un approccio classico-ha già subìto tale aggancio dieci volte, magari in un solo giorno.

Oppure ottenuta l’informazione necessaria, si defila repente senza neppure farsi accompagnare o salutare.
Eppure qualche volta ancora funziona, almeno per una piacevole passeggiata ciceronica di qualche mezz’ora.
Anche questo-come molti classici-è un Due in via di estinzione, come sempre per colpa della tecnologia antisociale che ormai ci pervade e ci isola: le cartine ormai sono nei telefoni e, oltre a non vedersi a debita distanza che si stanno consultando, trovano da sole gli indirizzi..e pure la strada per arrivarci!
Adieu drague d’antan..tanto che quando-ormai raramente-si presenta la situazione, conviene forse esordire con un postmoderno “you’re the last one with a paper map!” Ma non illudetevi, l’esito è sempre quello; neoclassico.

DUE IMPOSTO: da chi? Dall’amica acida e storcina: una delle due che hai approcciato vorrebbe risponderti o soddisfare la tua richiesta (anche per quanto pretestuosa possa essere o sembrare), almeno per cortesia, ma viene anticipata/stoppata/inibita dall’amica comandina più veloce e più secca.

Perché lo fa? Per rafforzare la propria superiorità e per stabilire che è lei a condurre il gioco.
Non certo per invidia, visto che l’attenzione-almeno se il pezzatore è professionista-era rivolta ad entrambe; anzi, è buona norma trattare con maggior riguardo la meno bella, sia per educazione, sia per evitare isolamenti, musi lunghi e quindi compromissione del lavoro, sia perché-se sono quasi equivalenti-solitamente si ottiene un risultato ugualmente soddisfacente con minor fatica.
E pensare che in contesti non rovinati per la ricerca delle donne come è ormai quello Occidentale, sono le ragazze a contendersi il risulto e a lottare per attirare di più l’attenzione del maschio abbordatore..qui invece competono per scacciarlo!

Il Conte, novembre 2015 – © Mozzafiato (Riproduzione riservata)

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