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IL PIACERE DELLA TEMPESTA

La luce cocente s’attenua
e i volti scolpiti nella sabbia
mutano espressione,
mentre un temporale ruggisce
veemente
imbrigliato fra i fumosi lembi
delle lenzuola celesti.

Ed ecco lo scroscio.
Vigoroso, incessante, duro,
come il cuore di un vecchio,
costretto a scaldarsi l’anima
al lume di tiepidi ricordi
di focose tenebre intrecciate
con donne spoglie del proprio nome.

Fradici tombini rigurgitano,
incapaci di trattenere l’ebbrezza,
mentre vacillanti alberi ondeggiano,
mossi dagli spettri della bruma.

Poi… la quiete ansimante
di un’amante sfinita
che si accascia, gioiosamente esausta,
lasciando che un raggio di sole filtri
fra le cosce del cielo.

E infine il sereno
indossa il suo abito crepuscolare,
mentre Venere prende posto a sedere
nell’umido firmamento ormai terso
da questo piacere senza voce.

 

Sonny Delvecchio, settembre 2015 – © Mozzafiato (Riproduzione riservata)

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