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Il cielo sopra Berlino

E alla fine, secondo logica – ammesso che il calcio ne possieda una – trionfano gli alieni, padroni più che mai del cielo sopra Berlino, irraggiungibile per i peones che devono rassegnarsi alla legge del più forte, anche se per una manciata di minuti s’illudono di poter capovolgere un pronostico ampiamente scontato. Nella splendida cornice dell’Olympiastadion la 60a finale di Champions League (compresa l’antenata Coppa dei Campioni) saluta la conquista del quinto trofeo (4 nell’ultimo decennio) da parte del Barcellona (3-1) a spese della Juventus, che nel contempo stabilisce il poco invidiabile record di 6 sconfitte su 8 finali disputate.

Nel primo tempo il dominio dei catalani rimane a lungo senza repliche dei torinesi, che assistono quasi impotenti alle evoluzioni eleganti e fantasiose degli avversari, i quali tuttavia col passare dei minuti rimangono preda del complesso di Narciso che li accompagna da anni. Comincia a fare capolino anche lo stucchevole tiki-taka, che sembrava ormai abolito con l’avvento di Luis Enrique. Nella ripresa nuova partenza a razzo dei blugranata, che però non concretizzano, anzi subiscono l’improvviso pareggio juventino e per un quarto d’ora viaggiano in stato confusionale prima di tornare in vantaggio per poi triplicare al termine di un chilometrico recupero. All’appello del gol rispondono soltanto due dei tre tenori catalani. Suarez e Neymar timbrano regolarmente il cartellino mentre Messi, per lunghi tratti avulso dal gioco, manca l’appuntamento col gol storico ma è letale in alcune accelerazioni a favore dei colleghi di reparto.la-rete-di-vantaggio-di-rakitic

La sfida parte col botto. Dopo un paio di disimpegni parrocchiali di Mascherano – che tenta di organizzare una partenza a handicap per la propria squadra – gli spagnoli sono già in vantaggio al 4’ con un’azione da manuale. Dalla fascia destra Messi cambia fronte per Jordi Alba, tocco laterale a Neymar che innesca Iniesta, il quale entra in area come un rasoio e regala a Rakitic una palla che il serbo deve solo spingere in rete. Nell’aria si diffonde subito un forte olezzo di goleada.

Pochi secondi più tardi Vidal entra duro a centrocampo su Iniesta ma viene perdonato dal turco Cakir. Si tratta solo del primo di una nutrita serie di falli che fruttano al cileno solo un cartellino giallo. Dopo una bella fuga sulla destra, Morata serve benissimo proprio Vidal che conclude con un tiro scellerato in tribuna. Ma gli spagnoli non tolgono il piede dall’acceleratore. Nel giro di un paio di minuti Neymar si libera al limite ma calcia alto, poi Alves chiama al miracolo Buffon con una respinta a mano aperta e infine Jordi Alba spara in curva su corner di Rakitic. Ed è passato solo un quarto d’ora.

BERLIN, GERMANY - JUNE 06: Neymar of Barcelona is challenged by Arturo Vidal and Claudio Marchisio (R) of Juventus during the UEFA Champions League Final between Juventus and FC Barcelona at Olympiastadion on June 6, 2015 in Berlin, Germany.  (Photo by Shaun Botterill/Getty Images)

Solo al 19’ si rivedono i bianconeri in attacco. Fuga di Pogba sulla sinistra e passaggio smarcante per Tevez sventato da Mascherano in corner. Al 23’ Morata manda fuori un bel pallone vagante e subito dopo un gran tiro di Marchisio finisce alto. Al 35’ i bianconeri reclamano un rigore inesistente su Pogba. Prima dell’intervallo tornano alla ribalta gli spagnoli con Suarez, che al 39’ manda fuori di un soffio un diagonale e pochi istanti dopo scalda le mani a Buffon dal limite. Al 43’ il portiere juventino tenta il suicidio, servendo di piede una bella palla a Neymar, che però serve in maniera imprecisa Suarez solissimo. Infine c’è giusto il tempo per una ubriacante serpentina di Messi, che crea un ingorgo caotico in area bianconera ma non trova il tempo per la conclusione.

Nella ripresa i catalani tornano a imperversare a passo di carica e al 47’ una ripartenza porta Rakitic a liberare Suarez ma Buffon risponde da par suo. Al 48’ lo stesso uruguagio manda alto così come Messi dopo un doppio scambio volante con Neymar e Suarez. Il raddoppio sembra ormai maturo ma al 55’ arriva improvviso il pareggio juventino. Sulla trequarti Marchisio inventa un colpo di tacco che smarca Lichtsteiner, cross basso per Tevez che in piena area si gira e chiama Ter Stegen alla parata con respinta difettosa, che viene ribadita in rete da due passi da Morata.

Il pareggio è una mazzata per i catalani, che per qualche minuto appaiono in palese difficoltà. I bianconeri non mollano l’osso e sembrano addirittura in grado di prendere il sopravvento. Al 62’ Tevez conferma di essere in serata grama sciupando una buona occasione dal limite. Ma al 67’ – proprio nel momento migliore della Juventus – torna a farsi vivo Messi con effetti devastanti. Su una ripartenza di Rakitic la Pulce prende palla dalla linea di centrocampo e fila verso l’area evitando un paio di difensori e scagliando un rasoterra velenoso, che Buffon respinge come può ma sulla palla piomba Suarez che non perdona. Al 70’ un altro contropiede porta Jordi Alba al cross per Neymar, che manca la facile zuccata e segna di spalla ma tocca anche con la mano e il gol viene giustamente annullato.Suarez

La reazione disperata dei bianconeri crea qualche mischia in area avversaria ma soprattutto presta il fianco alle ripartenze dei catalani, che sprecano oltre il lecito le occasioni per chiudere i conti. Sull’altro fronte da segnalare uno stacco imperioso ma fuori misura di Pogba su corner e un bel tiro di Marchisio deviato da Ter Stegen. Si arriva così al 94’ quando Suarez, richiamato in panchina, si esibisce in una uscita di scena degna di Wanda Osiris, percorrendo in un minuto scarso i 30 metri che lo separano dalla linea laterale. L’arbitro fa doverosamente recuperare tutto il tempo sprecato dalla soubrette uruguagia, ma proprio il minuto aggiuntivo permette ai catalani di ripartire e arrivare in forze davanti a Buffon, che viene infilato da Neymar. E così, pur con qualche affanno di troppo, i catalani si accomodano per la quinta volta sul trono d’Europa.

Gino Delvecchio, giugno 2015 – Mozzafiato Copyright

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