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“Cercando segnali d’Amore nell’Universo”

Raccontarsi non è facile.

Raccontare del proprio vissuto, delle relazioni familiari, di momenti difficili, a volte drammatici, lo è molto meno.

Facile invece per Luca Barbareschi è stare in scena. Due ore filate, senza pause, One Man Show.Sì, accompagnato da un’orchestra composta da ottimi musicisti, ma sempre incontrando gli spettatori vis-à-vis.Luca_Barbareschi_078fotoscena-_per_sito

L’istrionico Barbareschi racconta i suoi 40 anni di attore con garbo ed eleganza. Spesso divertente, mai volgare. L’ introspezione di se stesso, della sua infanzia, dei rapporti con i genitori è cristallina, scivola in un interessante resoconto. Il padre un Dio greco e lui un bambino depresso, la mamma una donna distratta e lui un bambino attento. Dicotomie inconciliabili che la Vita e la musica hanno reso meno tormentate. La descrizione della musica, come una sinergia tra matematica e filosofia e simile alla voce di Dio, è innovativa e stimolante.

Forse, le prime parole con cui l’attore apre lo spettacolo sono la cifra stilistica dello stesso “Dolore è parlare, dolore è tacere”, perché riassumono ed esaltano il dna del mestiere dell’attore, mestiere che Luca ha voluto fare sempre con una forza simile a quella descritta da Vittorio Alfieri.

TEATRO MANZONI 

fino al 8 marzo

Via Manzoni 42 – 20121 Milano
Tel. 02.763.69.01

Baldassarre Aufiero, febbraio 2015 – Mozzafiato Copyright

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