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SHOAH: SE SIAMO UOMINI, RICORDIAMO

Sono passati 70 anni dalla fine della seconda Guerra Mondiale. 70 anni dall’orrore dei campi di sterminio nazisti. In Se questo è un uomo, Primo Levi ci raccontava bene di come in quei luoghi si compiva la demolizione di un uomo, di come condizione umana più misera non era pensabile. “Si immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate,vengano tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine,letteralmente tutto quanto possiede: sarà un UOMO VUOTO, ridotto a sofferenze e bisogno, dimentico di dignità e discernimento, poiché accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere sé stesso”.907

Quei luoghi esistono ancora, sono lì a ricordarci di quello che fu. Oggi è molto più facile poter viaggiare di un tempo, ed allora viaggiando ho visto Mauthausen e ho compreso in piccola parte ciò che è stato. Attraverso internet si possono sapere molte cose. Si può così venire a sapere che dopo il Nazismo ed i campi di concentramento purtroppo molti non hanno imparato la lezione, o forse l’hanno imparata talmente bene che l’hanno voluta emulare. Ed ecco che ci si può informare sui Gulag dell’Unione Sovietica, i Desaparecidos in Argentina, la pulizia etnica in Ruanda o nell’ex- Jugoslavia. Sono passati 70 anni in cui sono avvenuti cambiamenti epocali nel Mondo e nelle nostre vite, ma nonostante i progressi non abbiamo smesso di odiarci e di ucciderci. Per questo ogni anno bisogna ricordarsi ciò che è successo, per questo anche se la generazione di chi ha vissuto queste cose sta passando bisogna parlarne e tramandare il ricordo ai figli ed ai figli dei nostri figli.

“Tutti coloro che dimenticano il passato sono condannati a riviverlo” (Primo Levi).

Edoardo Colzani, gennaio 2015 – Mozzafiato Copyright

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