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Cuba libre dall’embargo

Dopo 55 anni gli Stati Uniti tolgono l’embargo a Cuba e riallacciano le relazioni diplomatiche con l’isola caraibica. Così svanisce uno dei simboli cardine della guerra fredda, che nel 1962 aveva portato il pianeta sull’orlo di un apocalittico conflitto nucleare, sventato soprattutto dal buonsenso dei due leader carismatici di Usa e Urss. Tenacemente arroccati alla Casa Bianca e al Cremlino, Kennedy e Kruscev erano usciti vittoriosi dal braccio di ferro con l’ottusa intransigenza dei rispettivi falchi del Pentagono e dell’Armata Rossa.

Che - Rare PhotosTutto era cominciato con la vittoriosa lotta condotta da Fidel Castro per rovesciare il regime fascista di Batista, pupillo dell’amministrazione repubblicana di Eisenhower. La rivoluzione cubana era stata accolta con grande entusiasmo dai socialisti di tutto il mondo e sembrava poter aprire una nuova era per i movimenti libertari dell’America Latina.

Ma da quel momento Cuba era diventata il classico vaso di cristallo sballottato tra le due superpotenze mondiali. Da una parte i vertici sovietici – pur non nutrendo eccessiva simpatia nei confronti di Fidel Castro – avevano fiutato la ghiotta occasione di allestire un micidiale cavallo di Troia alle porte degli imperialisti americani. E dall’altra parte, dopo che Washington aveva rotto le relazioni diplomatiche e imposto l’embargo ai cubani, la destra sciovinista americana si era attivata (anche attraverso il braccio armato della Cia) per cancellare sul nascere il nuovo corso castrista. I falchi avevano quindi messo in atto dapprima metodi sotterranei farseschi (sigari esplosivi regalati a Castro) e poi erano passati addirittura all’invasione militare, imposta al presidente Kennedy e abortita con grave smacco.baia-porci-50-6-large

Da parte sua la rivoluzione castrista aveva smorzato via via tutte le illusioni create con la sua genesi, dando ampio spazio alle perversioni tipiche dei regimi totalitari: massimalismo, culto della personalità, nessuna libertà di pensiero e di critica, elefantiasi burocratica ecc. E il Lidermaximo si era a poco a poco avvicinato al grottesco modello di dittatore mirabilmente tratteggiato e spietatamente sbeffeggiato da Woody Allen in “Bananas”.

Questa situazione di stallo è durata – con variazioni minime sul tema – la bellezza di 55 anni, durante i quali Cuba è rimasta il chiodo fisso di tutte le amministrazioni americane, incapaci di architettare una soluzione razionale soddisfacente per il problema, mentre il regime castrista ha compiuto ben pochi sforzi per mantenere alcune delle promesse iniziali. E nel frattempo il crollo dell’impero sovietico ha tolto di messo uno dei protagonisti del braccio di ferro iniziale.

FrancescoMa finalmente sembra che sia arrivato il momento del disgelo, favorito a quanto pare anche dalla diplomazia discreta del Vaticano sotto la spinta innovatrice di Papa Bergoglio, che sta dimostrandosi capace di intuizioni politiche negate a gran parte dei suoi predecessori. Ampio merito va anche riconosciuto alle amministrazioni attuali dei due paesi. Barack Obama e Raul Castro sembrano animati dallo stesso buonsenso dimostrato a suo tempo dai due carismatici “K” che avevano bloccato l’olocausto nucleare.

A questo punto sembra lecito tornare a sperare ma con giudizio…

Gino Delvecchio, dicembre 2014 – Mozzafiato Copyright

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