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LE LIRICHE DEL CONTE‏: “Randagiar m’è dolce”

       STJÄRNA BERG

Solen gick ner på den lilla bergen,/
och jag drömde att älska på fjällen./
Då vi kysste varandra/
djupare och djupare.
Le liriche non si traducono;l’ispirazione le porta in una lingua e in quella devono rimanere.
Altrimenti perdono in significato e soprattutto in musicalità,metrica e ritmo.
Ciò che appassiona e suona bene in una lingua non è affatto detto che lo faccia anche in un’altra.
Come,all’opposto, certi versi in una lingua possono risultare scialbi ai nativi e invece sublimi agli stranieri.
Se proprio siete curiosi e non riuscite da soli, trovate uno (meglio una!) svedese,possibilmente che conosca Milano, e chiedete un’interpretazione (fra l’altro è un valido e nobile motivo per prendere un bel Due dipicche,o un bel risulto!).
Ma soprattutto-e prima!-chiedete una lettura,anzi una buona recita:
la poesia è innanzi tutto espressione;e musica.
N.B. eventuali piccole imprecisioni lessico/sintattiche son gustose licenze poetiche!

Il Conte, novembre 2014 – Mozzafiato Copyright

Ufficio Stampa