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Virus Ebola e la paura dell’Umanità.

 Il virus dell’Ebola è conosciuto dagli scienziati e dai medici sin dal 1976.

Scoprirono il primo ceppo del virus nella Repubblica democratica del Congo.download

Ma oggi si sta manifestando con un’aggressività differente.

Il virus Ebola ha un decorso rapidissimo e porta alla morte nel 70% dei casi.

Nella nostra società del terzo millennio parole come malattia, contagio e morte spaventano.

Nell’era che viviamo dominata dall’onnipotenza tecnica ed utilitaristica, la nostra razionalità di fronte a questi avvenimenti scompare.

download (1)Ed appare la paura.

Una paura antica fatta  di secoli di epidemie e contagi.

Le grandi pestilenze con i milioni di morti  e il loro andamento ciclico nella storia dell’Uomo hanno segnato il nostro sviluppo emozionale di esseri umani.

Alessandro Manzoni ne “I Promessi sposi” descrive perfettamente le nostre reazioni e le nostre azioni di fronte a questi avvenimenti.

L’episodio della mamma di Cecilia che adagia la figliola nel carro dei morti, rimane uno dei più commoventi dell’intero romanzo.1333697860

E quasi nulla è cambiato.

Pensiamo solamente cosa è successo negli anni ’80 con il virus del HIV.

Scatenò una gigantesca psicosi nel mondo.

Oggi il virus dell’Ebola si sta presentando nella stessa forma.

“L’epidemia di Ebola – ha detto Anthony Banbury – è il peggior disastro cui ho mai assistito”. Il capo della missione per le Nazioni Unite per l’emergenza del virus, ha ammesso di non aver “mai visto niente di simile e con un grado di pericolosità così elevato”.

E l’allarme aumenta con le voci che affermano che “Il virus dell’Ebola potrebbe mutare e diffondersi per via aerea se l’epidemia non verrà tenuta sotto controllo velocemente”.

Qualche intellettuale dalla sua torre d’avorio potrebbe sentenziare che “necesse est” come se fosse una purificazione per l’umanità ed una catarsi etica di cui periodicamente abbiamo bisogno.

Cinematografia e libri hanno prospettato scenari apocalittici.

Quindi cosa fare? Chiuderci in casa ed aspettare che tutto finisca.

Sperando che l’Ebola rimanga in Africa e come i suoi abitanti che fuggono anneghi nel Mediterraneo.

No, semplicemente dovremo porre la giusta attenzione alle vere pandemie già in atto come fame e sete, alle quali facciamo solo finta di occuparcene con generose o ingenerose offerte di denaro, senza mai risolvere le  vere emergenze perenni nel Terzo Mondo.

Baldassarre Aufiero,  ottobre 2014 – Mozzafiato Copyright

Dipinto di Renato Guttuso, La madre di Cecilia

 

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