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Era solo uno scherzo?

Neanche il tempo di smettere di piangere la morte di Davide Bifolco, il ragazzo di 17 anni ucciso da un Carabiniere in uno scontro a fuoco, che si conta un’altra tragedia nella periferia occidentale di Napoli.

Pianura è un quartiere senza servizi. Non terribilmente degradato rispetto ad altri, ma non c’è nemmeno un cinema, una scuola superiore o grandi possibilità lavorative. Tutto ciò a giusto un paio di chilometri da quel Viale Traiano dove è morto Davide. Così come al Rione Traiano e come in molti altri quartieri popolari di Napoli, la criminalità convive in equilibrio precario con l’economia legale e con le brave persone.

A volte i confini sono sfumati: difficile capire chi sia davvero colpevole di qualcosa, cosa sia giusto o cosa sia sbagliato. Sta di fatto che questa non è un’altra storia di camorra. Non è una storia legata a qualcuno che, seppur giovane, si è immischiato in un sistema di comportamenti non propriamente legali. E’ una storia di bullismo, al limite della delinquenza.Napoli 2

Vincenzo ha 14 anni ed è un ragazzino di Pianura. Pochi giorni fa era passato in un autolavaggio per dare una pulita al suo motorino ed è rimasto vittima di un atto osceno, incredibile, che non andrebbe nemmeno immaginato.

Quel compressore che ha violato la sua intimità e l’ha portato ingiustamente vicino alla morte era solo il vettore di uno scherzo. Uno scherzo compiuto da un ragazzo maggiorenne, ma poco più grande di lui, con la responsabilità di un figlio di 2 anni, sotto la vista e le risa di alcuni complici non ben definiti.

Non è una questione legata ad un sud arretrato o ad una periferia disagiata. Bensì, è un gesto legato alla cattiveria umana ed alla volontà di dimostrare il proprio dominio sul prossimo attraverso l’umiliazione. Se non fosse finita in tragedia, i carnefici in questione ci avrebbero anche riso su. “Sfottiamo il chiattone”. Chiatto, grasso, spesso si porta dietro una serie di conseguenze psicologiche che vanno ben oltre.

Napoli 5In qualsiasi contesto, anche nella scuola privata più VIP, ci sono i chiatti, i soggetti (secchioni, impacciati), i ricchioni. Qualche volta si va oltre e si finisce sui giornali, ma il dramma di milioni di ragazzi e ragazze, che hanno la sola colpa di essere buoni ed indifesi continua ogni giorno: a scuola come in tanti altri ambienti si è vittima del “branco” di altri ragazzi (o bambini) come loro, che diventano aguzzini.

Tentato omicidio e violenza sessuale sono le accuse di Vincenzo Iacolare, il ragazzo col compressore. Vittima di un’educazione sbagliata in un contesto difficile ed abbandonato a se stesso? Forse, ma casi come questo forse possono fare riflettere sul modo in cui alcuni gesti possano portare a seri danni morali e talvolta fisici, soprattutto se si è un adulto che da tempo avrebbe dovuto finirla con gli scherzi.

 

Roberto Vela, Napoli ottobre 2014 – Mozzafiato Copyright

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