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You say goodbye, and I say hello.‏

Ricordo ancora la prima volta che ti vidi, con lo sguardo perso nel teleschermo.

Avevo 6 anni e, come tutti i bambini a quell’età, volevo… volare.

Dopo aver implorato i miei genitori, riuscii a prender posto al cinema per vedere “Hook”. Ma soprattutto per vedere Peter Pan.Hook_24d0f448

E c’eri tu, nei panni di quel ragazzo che non voleva invecchiare. Ma non era il Peter Pan che mi aspettavo: questo era stato braccato dal Tempo e dal susseguirsi degli anni, che gli aveva tolto gioia ed entusiasmo. Ed io partecipavo con te a quella ricerca di te stesso, di quel bambino che avevi dimenticato insieme ai tuoi pensieri felici. Volai con te quel giorno e restai legato a te indissolubilmente.

R10Anch’io crebbi e cominciai a scoprire i tuoi film, rimanendo folgorato da ogni tua interpretazione. Eri talmente coinvolgente da suscitare la voglia di emularti in tutto e per tutto. Dopo aver “conosciuto” il dj Adrian Cronauer in “Good Morning Vietnam”, avrei voluto lavorare in radio e perdermi nel rock ‘n roll, diffondendo musica e ironia nell’etere, con la stessa esplosione di vitalità a tutto volume che avevi trasmesso a quei soldati in Vietnam. Questo fu certamente il ruolo che ha reso più giustizia alla tua essenza di genio ribelle del cinema.

Ma fu grazie a un altro genio ribelle riuscisti a conquistarti un Oscar: “Will Hunting”, nel quale mostrasti al pubblico un lato drammatico talmente vero da toccare anche il più ruvido e insensibile critico, disegnando con un’interpretazione magistrale la triste convivenza della speranza, della caparbietà, dell’amore e del dolore, celate nello spirito di un uomo che cerca di rimettere in carreggiata chi si è perduto o rischia di perdersi.

Ma in due occasioni in particole hai toccato le corde più remote della mia anima, con due pellicole che per me hanno significato molto più di qualsiasi lezione di vita: Patch Adams e L’Attimo Fuggente.R17

Due pellicole diverse fra loro, ma con un profondo punto di contatto: la ricerca della vita e la scoperta delle sue molteplici forme, cercando di assaporarla in ogni suo momento e in tutta la sua pienezza, trasmettendola a chi ci sta vicino con la grazia e la dolcezza dei morbidi versi di Walt Whitman o con la bramosia di Thoreau di andare

 “… nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto”.

Sono entrato nei tuoi personaggi. Mi sono calato nella tua ironia facendola mia, imparando a vivere portandomi sempre in tasca un sorriso e una risata, con cui tentare di tenere a debita distanza tristezza e malinconia.

Se sono ciò che sono, lo devo anche a te, che hai plasmato una buona fetta della mia personalità.

Rbarba10Non voglio esprimermi sulla tua scelta di andartene, di lasciare orfani i tuoi amici e il tuo pubblico, che ti amavano profondamente.

Forse ha avuto la meglio quella maledetta depressione. Forse pensavi di non riuscire più a suscitare nel tuo pubblico le emozioni di un tempo. O magari avrai pensato che in fondo la morte non è altro che l’epilogo di un film dalla durata incerta e di cui non ci è concesso conoscer la trama, né tanto meno il finale.

Il finale te lo scelto tu, senza aspettare qualche regista o qualche sceneggiatore ti dicessero come dovevi abbandonare la scena.

Sei andato controcorrente, come molti dei tuoi personaggi.

Ed è proprio per questo che anch’io andrò controcorrente e non ti dirò addio, come hanno fatto in molti. Non sarò tra questi… Per salutarti referisco usare il ritornello di una vecchia canzone di quei ragazzi di Liverpool: “… you say goodbye and I say hello…”.

Ciao Robin…R3

La tua presenza e i tuoi film sono stati i doni più meravigliosi che potessi fare a coloro che vagabondano per la vita alla ricerca della propria strada.

Resterai sempre nel mio cuore.

Grazie.

Di tutto.

Sonny Delvecchio, agosto 2014 – Mozzafiato Copyright

Ufficio Stampa