Home / NEWS / Goodbye Mario Thursday…‏

Goodbye Mario Thursday…‏

I tifosi del Milan e, in generale, i critici del calcio nostrano ieri hanno salutato Mario Balotelli con un laconico “goodbye Mario Thursday”, sulla falsa riga di quella Ruby Tuesday dei Rolling. Il famigerato Mario lascia le sponde italiche per trasferirsi nella città dei Beatles, Liverpool, dove la Kop, la curva dello stadio Anfield, lo sta attendendo con il suo roboante “You’ll never walk alone”, cantato prima dell’inizio di ogni partita casalinga.

l1

Il fulmineo passaggio di Super Mario dal Diavolo ai Reds ha letteralmente sconvolto tutti. 20 milioni di euro al Milan. Si è trattato della classica notizia che, dopo essere uscita, è rimbalzata per i vari canali d’informazione, scatenando dibattiti, analisi, commenti e pensieri tutti rivolti a questo talento espresso solo in parte.

Tutti fanno i migliori auguri al ragazzo che si appresta ad andare in erasmus, nella speranza che le ghiande riposte nel suo cervello diventino quantomeno commestibili.n5

Già nel 2010 si auspicava che la vacanza all’estero di Balotelli potesse giovargli. Aveva appena dismesso la casacca nerazzurra fresca di Triplete per approdare al Manchester City, voglioso di diventare non grande, bensì gigante. Un’esperienza del genere si auspicava che potesse essere utile al suo iter maturandi che lo portasse alla definitiva consacrazione, anche grazie al supporto che avrebbe trovato sulla panchina del City: colui che lo lanciò in Serie A proprio con la maglia dell’Inter: Roberto Mancini.

Ma l’alter ego di Balotelli, Mad Mario, era dietro l’angolo, pronto a creare problemi e scompiglio. Così Mario presto divenne il bersaglio prediletto dei tabloid inglesi, pronti a rincorrere le sue bravate dentro e fuori dal campo, per schiaffarle in prima pagina, confrontando le sue prestazioni notturne con quelle diurne con calzettoni e calzoncini.

n3Dopo molti e reiterati tentativi di rimetterlo nei binari, si arrese anche Mancini, il quale non poté fare altro che rispedire al mittente il prodotto mal funzionante. Ma la Beneamata non voleva saperne, mentre sull’altra sponda del Naviglio pensavano di fare l’ennesimo sgarbo ai nerazzurri, acquistando un potenziale campione e trasformandolo in tale.

Così presentarono a Mario una maglietta rossonera col suo cognome e il numero 45 e gli consegnarono le chiavi del peggior Milan di sempre, fatta eccezione per quello che nella stagione ’81/’82 finì per la seconda volta in Serie B.n2

Balotelli tenta di tenere a bada Mad Mario. In questa lotta intestina tra personalità a confronto l’unico a pagarne davvero le conseguenze è proprio Balotelli: questa conflittualità interiore finisce per riflettersi sul terreno di gioco, alternando partite di alto livello a partite da oratorio.

Sembra che di giorno in giorno il ragazzo perda la gioia di giocare, quella felicità che dovrebbe mettere il sorriso sulle labbra di un qualsiasi giocatore che calca un prato con un pallone tra i piedi. E invece Mario s’incupisce sempre più. E gioca sempre peggio.

n7Poi ecco i Mondiali 2014 in Brasile, la vetrina perfetta per consacrare o affossare la carriera di un diamante allo stato grezzo, sempre in bilico tra le definizioni di eterna promessa e di fuoriclasse. Ma l’Italia naufraga, e Balotelli, eletto simbolo mediatico di quella Nazionale, affonda insieme a tutto l’equipaggio. E in veste di front man paga per tutti, venendo messo poi alla pubblica gogna da giornali e tv.

Finite le ferie, Balotelli fa ritorno a Milanello, ma l’aria è cambiata. E il nuovo mister, il tuffatore più premiato della Serie A, Pippo Inzaghi, prima tenta di caricarlo, ma alla fine si convince dell’impossibilità di tirar fuori qualcosa di più da Mario.

Così dopo un anno e mezzo dal suo ritorno in Serie A, Balotelli saluta nuovamente il nostro calcio, probabilmente per non farci più ritorno, anche se sappiamo perfettamente che la palla, proprio come la ruota, gira.

Chissà, forse un giorno Mario tornerà. Forse un giorno diverrà un campione, come nei suoi sogni lo è già, come cantavano nella sigla di Holly e Benji.

Ma, se si potesse dare un consiglio a Balotelli, mentre firma il nuovo ricco contratto da quasi 6 milioni di euro l’anno col Liverpool, probabilmente sarebbe quello di ascoltarsi bene Bufalo Bill, una vecchia canzone di De Gregori, soprattutto il pezzo in cui canta: “…avevo pochi anni, e vent’anni sembra pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più…”.

Mario,

ascolta De Gregori. Carpe diem!

A buon intenditor poche parole…

Sonny Delvecchio, agosto 2014 – Mozzafiato Copyright

Ufficio Stampa