Home / NEWS / A MAIOR DERROTA

A MAIOR DERROTA

Ai tempi degli ultimi Mondiali che si tennero in Brasile, in quel rovente 16 luglio del’50, la Seleçao, sicura di mettere le mani sull’agognata Coppa, venne sconfitta in finale dall’Uruguay di Schiaffino e Ghiggia, uno smacco che ammutolì il titanico stadio Maracanà e tutti i tifosi con l’orecchio incollato alla radio. Vedere quell’Uruguay sollevare la Coppa Rimet, lasciò amaro e rabbia nella bocca di un’intera nazione, che cadde nella disperazione (qualcuno perfino arrivò al suicidio…), a causa di quel primo titolo mondiale sfuggito dalle mani a dieci minuti dalla fine della partita. Era il 16 luglio 1950.Brasile 10

Quasi 64 anni dopo, il Marananzo, termine coniato in riferimento a quella storica sconfitta, sembra una bazzecola.

Belo Horizonte, 8 luglio 2014. Luogo e data che resteranno impressi non solo nella memoria brasiliana, ma anche in quella mondiale. Una scottante umiliazione che resterà come una macchia indelebile sulla pelle della Seleçao.

Brasile – Germania. Risultato? 1-7.

Il risultato finale parla da solo, ma per capire l’accaduto e le dinamiche che hanno portato a questa disfatta, basterebbe guardare i primi 45′. Anzi, basterebbe guardare dall’11’ al 29’…

Brasile 11Si tratta di 18 minuti di pura fantascienza, che porteranno alla più grande disfatta nella storia del Brasile.

A memoria d’uomo la Germania non ha mai giocato in modo tanto perfetto come in questi mondiali, sfoggiando un gioco offensivo che questo Brasile può soltanto sognarsi. Abbandonando il monotono stile di gioco tedesco, ruvido, privo di spunti brillanti, senza la minima fantasia e senza quel minimo divertimento intrinseco nel gioco del calcio, la Germania ha scoperto dei talenti e un estro insospettabili fino a 5/6 anni fa.

Quando si sono avvertiti i primi segnali di un cambio epocale, che avrebbe tramutato i crucchi da spietati assassini in esteti del pallone, molti critici di calcio (tra cui il sottoscritto) pensarono ad una fase passeggera, che presto avrebbe riportato al solito grigiume teutonico.

E invece i tedeschi ieri hanno dimostrato la vera accezione del termine “Veränderung”, letteralmente “cambiamento”.

In quei 18′ minuti di ieri, si è vista solo la Germania sul terreno di gioco, mentre delle controfigure dei giocatori brasiliani cercavano di arginare lo tsunami teutonico.Brasile 3

Apre le marcature Mueller, all’11’, sfruttando la totale libertà sugli sviluppi di un calcio d’angolo apparentemente innocuo. Al 23′ arriva il gol di Klose, dopo una spettacolare azione d’attacco meritevole soltanto della voce degli applausi.

Nemmeno il tempo di riprendersi e i tedeschi, simili agli squali quando avvertono l’odore del sangue e della paura e si ricatapultano in avanti: palla di Ozil in profondità per Lahm che dall destra spedisce un tagliente passaggio che attraversa l’area e trova il sinistro di Toni Kroos, che col collo del piede impatta la palla, su cui Julio Cesar non riesce ad arrivare.

3-0. Ma è solo il prologo di un incubo ben peggiore…

Altri due minuti d’attesa e la Germania serve il poker, scippando un pallone a un irriconoscibile Fernandinho, Kroos si porta verso l’area, appoggia a Khedira, che gli restituisce il pallone di prima. E Kroos insacca il 4-0.

In campo ci sono solo e soltanto i tedeschi.

Mondiali: Brasile-Germania 0-5 al 29', tifosi via o in lacrimeLa progressiva disperazione carioca sul volto di ogni tifoso è palese. E i tedeschi che continuano a correre, passarsi il pallone, organizzare il gioco, correre… E andare ancora in rete: al 29′ è Sami Khedira, su un’azione quasi identica a quella di Kroos, a porre la pietra tombale sulla partita, siglando il 5-0.

I due gol di Schuerrle, entrambi pregevoli, vengono lasciati come dessert per il secondo tempo, gol che aumentano soltanto la portata dell’umiliazione carioca, ma non mutano la sostanza: un Brasile, mai sceso in campo, è stato ridicolizzato da una Germania in una forma mondiale come mai accaduto prima d’ora.

I padroni di casa s’inginocchiano dinanzi al conquistatore europeo, che ora attenderà una degna pretendente che uscirà dalla sfida di stasera tra Argentina e Olanda.

Entrambi i possibili incroci hanno un fascino dal sapore storico.

Tra Germania e Argentina ci sono ben due precedenti proprio in finale: il primo nell’86, e la spuntò Maradona contro la Germania divisa dal muro; il secondo nel ’90, e la spuntò Matthaus, il capitano della Germania riunita.

Mentre Germania – Olanda ha un unico precedente. Il più aspro e il più amaro: il 1974. L’Arancia Meccanica di Crujiff sconfitta, dopo il rigore del maoista Breitner e il gol del rapace Gerd Muller.Germania 1

Una possibile vendetta a distanza di quarant’anni sarebbe la giusta “wraak” orange, anche se questa volta è la Germania la strafavorita.

Saranno gli dei del Pallone a decidere che partita dovranno vedere i comuni mortali il 13 luglio allo stadio Maracanà.

Lo scopriremo tra qualche ora…

Sonny Delvecchio, luglio 2014 – Mozzafiato Copyright

Ufficio Stampa