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Mosè e le acque

 

Ultimamente paragono Grillo a personaggi della letteratura e della storia.

Forse la barba o questo suo modo di porsi da guida per il popolo.Grillo

Questa volta l’ennesimo scandalo di corruzione – quella del Mose- e l’assonanza fonica con Mosè, dilata il mio animo ad una semplice considerazione.

Grillo è sicuramente nel giusto quando dice che il sistema è marcio nelle sue radici.

Sono passati oltre venti anni dalla prima Tangentopoli e i politici non hanno paura di rubare. Continuano indisturbati. Come se fosse tutto normale.

Mose 52Da qualsiasi partito politico provengano, di qualsiasi colore o corrente appartengono, rubano.

Questo mi turba, mi lascia esterrefatto. E soprattutto mi spaventa.

Immagino Mosè e il Mar Rosso. La fuga dall’Egitto e da una condizione di schiavitù. Il patriarca ebreo che apre le acque e fa passare il suo popolo per andare verso la Terra promessa.

Poi si avviò verso il Monte Sinai, dove ricevette i Dieci comandamenti e il settimo è molto chiaro.

Sintetico e composto da due sole sillabe: “NON RUBARE”.Mosè 10

Ma il popolo non lo aspettò, costruì il Vitello d’Oro.

Oro, denaro, soldi.

Siamo tutti corruttibili, o almeno la maggioranza di noi.

Grillo è nel giusto in questo caso.

Forse Mosè avrebbe fatto meglio a non aprire le acque del Mar Rosso.

Baldassarre Aufiero, giugno 2014 – Mozzafiato Copyright

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