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Sulla Nave della Legalità‏

“Per contrastare la pervasiva presenza [della mafia, ndr] e la sua fuorviante influenza, è indispensabile il coinvolgimento delle forze sane della società e, in specie, delle giovani generazioni affinché acquisiscano piena consapevolezza dell’assoluta necessità di contrastare ogni forma di condizionamento, di subdola insinuazione e di aperta sopraffazione criminale. L’esempio di dirittura morale e di impegno coraggioso fino all’estremo sacrificio di Giovanni Falcone è stato e continua a essere fondamentale stimolo a resistere alle intimidazioni della mafia e a diffondere una rinnovata fiducia nello stato di diritto”.

Con queste parole il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha reso omaggio al 22° anniversario della strage di Capaci, dove perse la vita, oltre alla moglie e agli uomini della scorta, il giudice Giovanni Falcone.Napolitano-Nave-della-Legalità-2014

In un Paese in cui da sempre si preferisce voltare gli occhi altrove e dimenticare, anziché correggere le proprie storture e far tesoro di quei volti che hanno cambiato indelebilmente la nostra Storia, l’importanza della Memoria è stata dimostrata concretamente da 1500 ragazzi che ieri sono partiti con la cosiddetta “Nave della Legalità” da Civitavecchia per ricordare Francesca Morvillo, gli agenti di scorta uccisi e ovviamente il giudice Falcone. Ad accoglierli al porto di Palermo c’erano oltre tremila studenti insieme a Pif, regista e protagonista della squisita pellicola “La mafia uccide solo d’estate”, e Maria Falcone, presidente della fondazione Falcone.

STUDIO CAMERA - XXI ANNIVERSARIO DELLE STRAGI DI CAPACI E VIA D'AMELIOVentidue anni senza Falcone… Ventidue anni in cui quella Cosa Nostra, messa in ginocchio dopo il maxi processo di Falcone e Borsellino, ha continuato a vivere nello strato più profondo della nostra epidermide, evolvendosi ed espandendosi sempre più, allungando i propri tentacoli in terre inesplorate. Erroneamente la mafia ha fatto tesoro dei suoi errori, evitando di creare altri eroi della legalità. Perché gli eroi pesano più di un carico di cocaina sequestrato. Perché la memoria insanguinata è ardua da cancellare, per quanto ci si provi. Perché l’eroe mette in ombra la mafia. Perché l’eroe può sconfiggere la mafia anche da morto.

Questa è la dimostrazione che per combattere e sconfiggere la mafia servono indubbiamente le coscienze, ma servono soprattutto le idee, su cui deve dominare l’idea della Legalità, un ideale da trasmettere ai giovani. Perché la legalità va insegnata, va trasmessa e va interiorizzata. Va presa a colazione, pranzo e cena. E se capita anche fuori pasto. E va digerita, ma conservando nella memoria il suo splendido sapore in bocca.

Solo allora si potrà dire che la mafia è stata sconfitta.

Mi piace pensare che forse Falcone, se fosse ancora in vita, avrebbe detto questo.

Sonny Delvecchio, maggio 2014 – Mozzafiato Copyright

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